100% hackmeeting, 100% hardcore
Pubblicato il 01.10.2008 in Cronache_Terrestri da ginox || 5 Commenti
Palermo la domenica mattina e’ una citta’ piacevolmente vuota, e l’occhio rimane interdetto dall’alternarsi e mischiarsi di resti arabi, romani, edilizia fascista, casermoni e condomini immensi. L’ask e’ un centro sociale situato in un quartiere ai confini con il piu’ celebre Zen. Architettonicamente e’ una struttura assurda, guardandola il pensiero corre subito alla speculazione edilizia, al riciclaggio di denaro, e a vicende losche da spaghetti noir.
Gli occupanti del Ask sono persone generose, che non si sono risparmiate per far riuscire l’hackmeeting, per loro ho provato una simpatia istintiva. Simpatia nel senso quasi musicale del termine, si vibra assieme, reagendo a quell’annichilimento che ti coglie quando vorresti guardare in alto, ma prima che lo sguardo si libri, una fitta coltre di condimini in cemento armato ti chiude l’orizzonte. Dal tetto dell’ask si vede il quartiere, e si ristabiliscono le proporzioni, perche’ i palazzoni li puoi guardare faccia a faccia, magari deformati dagli strani effetti di un vetro rotto.
L’hackit quest’anno e’ stato progettato con molto ritardo. Poiche’ l’hackit e’ il risultato di una discussione in lista hackmeeting, il ritardo va ricondotto alla lista, e a tutta la comunita’ che ne fa parte. Il prossimo anno magari ci si sveglia prima, con maggiore gaudio per tutti. Comunque quest’anno vuoi o non vuoi siamo finiti agli ultimi di settembre, alle porte dell’autunno.
Nonostante questo periodo piuttosto infelice un manipolo di acari si e’ tenuto libero per scendere la settimana precedente e prepare il giochino.
Onestamente non e’ stata una cosa semplicissima. Si e’ visto senz’altro di peggio, ma diversi fattori sembravano complottare contro di noi.
Palermo e’ una citta’ dal clima mite di solito, ma non quest’anno, non nella settimana dell’hackit. Martedi’ e mercoledi’ una pioggia fitta e incessante ha trasformato l’ask in una piscina al coperto. In particolare mercoledi’ notte il dio cristiano e quello musulmano hanno deciso di fare una gara a chi piscia di piu’ usando come bacinella la terrazza dell’ask, che sembra fatta apposta. Non essendosi riusciti a mettere daccordo su chi e’ l’unico vero motore immobile dell’universo con la gara di rutti, hanno provato anche questa. Sbronzi come due tegole hanno tirato giu’ acqua per due giorni di fila. Durante la notte del mercoledi’ alcuni acari insonni hanno costituito una pompa umana finalizzata a gettare acqua in giardino per evitare l’allagamento della zona notte. Questa operazione e’ durata a fasi alterne dalla 4 alle 7 del mattino, giunta l’alba i bastardi hanno smesso la gara. Al mattino abbiamo deciso di erigere una diga composta di pancali e teli di plastica, che convogliavano le acque insidianti la zona notte in un tubo di 6 metri che le buttava direttamente in giardino. Poiche’ il manufatto da solo non avrebbe potuto ergersi contro la furia del binomio di dei unici, abbiamo deciso di votarlo ad Hadad dio della pioggia e della tempesta, perche’ con la sua autorita’ da antica divinita’ siriana, desse uno scappellotto ai due giovinastri litigiosi. Cosi’ e’ stato e da allora la pioggia non e’ piu’ stata un problema.
La notte brava pero’ aveva prodotto la fuori uscita di un pozzetto nero, straripato nella zona concerti. Sul palco e in sala prove dormivano alcuni acari, che si sono svegliati su’un isola contornata da acque luride, cosi’ come vengono definite nei regolamenti di urbanistica. Un’assemblea straordinaria ha deciso per la bonifica della zona, un’alternativa possibile sarebbe stata riversare alcuni decilitri di muchina nel liquame, accendere un paio di lumini per fare atmosfera, e rinominare quella zona dell’ask “effetto venezia”.
Ha prevalso pero’ il gruppo bonifica che ha dimostrato cosa si possa fare con un paio di palette per raccogliere la spazzatura, una decina di tira-acqua, qualche mocio, secchi e tanta determinazione.
A margine di queste sfighe intanto vedevano la luce tante altre piccole imprese titaniche. L’impianto elettrico espanso ed abbellito per l’occasione realizzato grazie allo sforzo dei ragazzi dello zetalab, che hanno lottato con sonde che non si vogliono infilare in tubi che non le vogliono accogliere, e terminato dall’apporto degli acari giunti tra mercoledi’ e giovedi’. Da non tralasciare numero 6 docce fredde, in completa controtenza schizofrenica con il clima e la ristrutturazione di numeri 6 bagni, dal collettore al lavandino fino alla cassetta per lo sciaquone. Il tutto terminato e consegnato giovedi’ in nottata. Una fatica insomma, ma di quelle appaganti, di quelle che danno soddisfazione, un piccolo orgasmino, ecco.
I tre giorni di hackit sono stati interessanti. Le persone giunte a palermo in questo particolare periodo dell’anno erano fortemente motivate, non e’ stato molto partecipato numericamente, ma credo che tutti gli intervenuti siano stati soddisfatti. E’ stato buffo unire il lan_space al barattolo, il mercatino del biologico dell’ask il venerdi’. Lo spazio per il lan_space era climaticamente freddino, ma piacevole. I seminari sono stati caotici, ma interessanti. Personalmente ho seguito quello di lesion e drama su fluido, un troiaio molto bellino, che mischia concetti del podcast, dei social network, e cose simili con bit torrent, e crea un sistema p2p tutto da provare. Quello di bakunin sul web 3.0 e la discussione con un chimico palermitano sulla questione inceneritori e smaltimento dei rifiuti. Alle sue slides vorrei dedicare un pezzo a parte su cavallette, perche’ quell’uomo possiede il dono della chiarezza. Avrei tanto voluto seguire il seminario di vecna, ma il sabato sera sono stato risucchiato in un giro di schiaffi di sbattimenti e mi sono ritrovato trasportato in loco in tempo per sentire solo gli ultimi 5 minuti.
Ma il programma era ben piu’ ricco di quel poco che sono riuscito a captare e se si mantiene il buon proposito di mettere il materiale on line a disposizione sul sito ve ne potrete rendere conto da soli.
Per chiudere qualche ricordo sparso: il dipolo del freaknet e asbesto al radio ascolto, la signorina dal cavallo dei pantoloni basso e un tanga mozzafiato che ha conquistato gli sguardi di tutto il lan_space il venerdi’ pomeriggio, i giornalisti di la 7 che mi trovo davanti al mattino prima di colazione e kaos con il nettarello, gine trascinatore solitario del vodka party del sabato sera, kraken che legge le fiabe della buona notte, i 5 personaggi in cerca d’autore che abbiamo trovato seduti davanti al tavolo da poker
il lunedi’ mattina alle 8 mentre lasciavamo l’ask per punta raisi e che erano stati svegli fino ad allora a discutere di massimi sistemi e filosofia spicciola.
A tutti loro, a tutta la comunita’ dell’hackmeeting va il mio abbraccio, perche’ sono dei magnifici pazzi.




io vorrei ricordare il lumahino di autoscatto, idea di giuoco e scambio di molluschi gasteropodi trasformatosi in ispirazione, prima del robot ciliato antropomorfo e successivamente del core di nettarello (partorito da sukabug, autoscatt medesimo, sbombolab e uno scazzatissimo analaccaerredi)
oooh yesss
…Grazie, da tutti noi che ci siamo fatti il culo a tutti noi che ci siamo goduti questa tre giorni…
e grazie anche per le belle sensazioni sui palermitani e sul casermone!
alla prossima,
onigiri.per.ask
finito un hackmeeting si dovrebbe gia’ pensare al successivo (se si vogliono fare le cose in tempo). In ogni caso e’ un’esperienza da fare almeno una volta nella vita (e non mi riferisco solo agli smanettoni. Ermes vi ringrazia!
La discussione sui massimi sistemi ci voleva, a conclusione di un hackit all’insegna della più sana e felice schizofrenia!
E’ stato pauroso, ma le slide quando le pubblicheranno? Ci sono un sacco di cose interessanti che vorrei studiare.