A/I
il blog di Autistici/Inventati
privacy, anonimato, libertà digitali e non

Appuntamenti Newsletter Settembre 2008

Pubblicato il 20.09.2008 in Appuntamenti, Cronache_Terrestri da R* ||

ENGLISH | FRANCAIS | PORTUGUÊS VERSIONS BELOW
+ La vita inizia nel buco nero. Tutti all’hackit
+ Noi non abbiamo paura
+ Segnalazioni

+ La vita inizia nel buco nero. Tutti al’lHackit
E’ tanto tempo che non scriviamo una newsletter come collettivo Autistici/Inventati. Avevamo un poco dismesso le newsletter in favore del blog, cavallette.autistici.org.
Ma in realta’ abbiamo scoperto che questa cosa ci fa sentire tanto soli, e cosi’ mentre attendiamo di venire divorati dal buco nero del cern, abbiamo pensato che fosse bello dedicarvi qualche riga. Piu’ di qualcuna in realta’, e’ una newsletter lunga. Abbiate la pazienza di leggerla fino in fondo.

A parte che la parola divorati fa pensare a qualcosa di trucido, essere fagocitati da un buco nero non deve essere poi tanto male. Quando sul ponte situato tra il picco del Giudizio e il monte Alborz ci verra’ chiesto come siamo morti potremo dire “Ingoiati da un buco nero”, che per esempio e’ molto meglio
che dover dire “Accoltellato da un fascista”. E quando ci chiederanno “Come sei vissuto, straniero?” diremo “Come uno che muore sbranato da un buco nero”, che per esempio
e’ molto meglio che dover dire “Come un imprenditore cocainomane padano”.
In questi anni di incertezze esistenziali, culturali, economiche, non sarebbe male mettere dei punti fermi, e un buco nero e’ un
punto parecchio fermo. Poi e’ nero, e potrebbe catalizzare su di se’ tutte le nostre ansie e le nostre paure. Le mamme smetterebbero di pensare che una zingara gli ha rubato il bambino ogni volta che se lo dimenticano da qualche parte, e non avrebbe piu’ senso lamentarsi che in questa Italia degenerata ormai non si capisce piu’ chi e’ italiano e chi no, perche’ e’ pieno di immigrati che ci rubano il lavoro. Tutti staremmo per finire dentro il buco nero, dove per definizione colore, nazionalita’ e religione non hanno valore, tutto e’ ridotto all’essenza piu’ essenziale, e non si lavora piu’ nel buco nero, si sta li’ tutti stretti, vicini, vicini, come nella canzone di John Lennon. Materia contro materia, particella
subatomica su particella subatomica.
Come preparazione per questa eventualita’ vorremmo invitarvi tutti all’hackmeeting 2008 a Palermo, il 26, 27, 28 settembre, dove
nella zona dormitorio si svolgeranno esperimenti di compressione della materia e dei sacchi a pelo espansi.
Per info: http://www.hackmeeting.org

+ Noi non abbiamo paura

In questo periodo di ansie e tremori abbiamo riflettuto un poco nella nostra lista di gestione sul senso di tutta questa paura
e rancore senile che attraversano l’Italia. Qualche volta venivano fuori delle cose interessanti. Qui di seguito c’e’ un testo
scritto da uno di noi, transitato in lista e che vogliamo riproporvi. Doveva essere l’inizio di un discorso piu’ ampio, ma che non siamo ancora riusciti a progettare per bene.

La senti? Quella stretta che sale dallo stomaco fino a chiudere le vene nel
cervello? Quello sbalzo di pressione nello sterno che ti fa voltare mentre cammini da solo in una splendida notte estiva? Quell’istinto indotto che ti fa guardare storto il ragazzo che passa dall’altra parte della strada.
E’ la paura. La senti?

Eppure fino a ieri non la sentivi, non ne sentivi alcun bisogno. Eppure e’ li’, e non sai come e’ nata nella tua testa. Fino a ieri non avevi paura di camminare per strada, non avevi paura di offrire da accendere a qualcuno alla fermata del bus, non sceglievi quale strada percorrere in base alla presenza di un lampione. Invece adesso capita. Ma è cambiato qualcosa? Qualcosa di cui non ti sei accorto e che ha fatto nascere la paura?

No. La verita’ e’ che non e’ cambiato niente. La verità è che i ritornelli rimangono in testa molto di più che i ragionamenti. La verita’ e’ che e’ difficile spiegarti perche’ vivi peggio se non per colpa di qualcuno per strada. La verita’ e’ che la paura non ti serve. Serve a qualcun altro.

Allora il punto e’ proprio questo. Perche’ dovresti aver paura? Cos’hai da perdere? Cos’hai che qualcuno ti vorrebbe portare via? Niente. Allora forse la paura serve a renderti codardo, a renderti malleabile, a farti accettare quello che non accetteresti a mente fredda. La paura e’ una merce di scambio: io mi prendo la tua paura, ma tu mi regali la tua liberta’ e la tua dignita’. Un
tre per due taroccato in cui ci rimetti solo tu.

Noi non abbiamo paura. Non abbiamo paura perche’ sappiamo vedere la verita’ nelle
strade e nelle persone intorno a noi. Non abbiamo paura perche’ non vogliamo arrenderci. Non abbiamo paura perche’ abbiamo spento la televisione e abbiamo ricominciato a parlare. Non abbiamo paura perche’ di paura si nutre il potere. La paura ti mangia il cuore e ti spegne il cervello.

Noi vogliamo avere coraggio. Perche’ quando ti raccontano che tutto e’ finito, che sei circondato dalla ferocia, dalla crudelta’ e dalla follia, dalla notte, la verita’ e’ che c’e’ sempre un po’ di luce, una fioca stella che illumina anche il cielo piu’ oscuro. Noi non abbiamo paura della nostra vita, abbiamo paura della vita che vorrebbero per noi, dell’odio che spargono per confonderci le idee, della nebbia che impedisce di riconoscere il tuo simile e che facilita il
compito ai veri carnefici.

Non e’ difficile. Basta aprire gli occhi. E guardare dritto davanti a se’.
Fino all’orizzonte.

+ Segnalazioni

Ripetiamo: 26-27-28 settembre – hackit 2008 a palermo, www.hackmeeting.org

E’ uscita in questi giorni Ruggine una piccola rivista coprodotta anche da Autistici
http://collanediruggine.noblogs.org

Siamo infelici di ricordarvi che questo
http://isole.ecn.org/antifa/archivi/Archivioaggressionifasciste_gennaio2005_settembre2008.txt

diventa sempre piu’ lungo

Liberta’ non paura – 11 ottobre 2008
http://wiki.vorratsdatenspeicherung.de/Freedom_Not_Fear_2008/Rome/Call

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ENGLISH VERSION

Autistici/Inventati Newsletter—September 2008

Life starts from black holes: Come to the Hackit
We have no fear
Some more news

+ Life starts from black holes

It’s been a long time since we, the Autistici/Inventati collective, sent our last newsletter. We have been favouring our blog, cavallette.autistici.org, but lately we have started feeling a bit lonely, so while waiting for the CERN black hole to devour us, we have thought it would be nice to write a few more lines to you. It will be more than a few, actually, but we hope you are patient enough to read this long newsletter through.
Although the word “devour” is somewhat menacing, being swallowed up by a black hole shouldn’t be an unpleasant experience, really. When we find ourselves on the bridge between the Peak of Judgment and Mount Alborz and we are asked how we died, we will be able to answer: “Swallowed up by a black hole”, and this is much better than answering, for example, “Stabbed by a fascist.” And when we are asked: “How did you live, stranger?”, we will say: “As someone who knew they would die in the jaws of a black hole”, which is much better than having to say, for example, “As a coke addicted businessman”.
In these years of existential, cultural, and economic uncertainties, it wouldn’t be a bad idea to set some fixed points, and a black hole is very fixed as a point. And being black, it could absorb all our anxieties and fears. Mothers would stop thinking that a gipsy has kidnapped their children every time they forget them somewhere, and it wouldn’t make sense anymore to protest that in this degenerate country you can’t tell a citizen from a foreigner and that the masses of immigrants steal our jobs. We could all be on the verge of falling into the black hole, and by definition, in black holes colour, race and religion are meaningless and everything is reduced to its essence; and you don’t work in black holes: you just stay there, hugged together, as in a song by John Lennon. Matter against matter, subatomic particle against subatomic particle.
In order to get ready for this eventuality, we’d like to invite you all to the 2008 Hackmeeting, which will take place in Palermo, Italy, on the 26th, 27th, 28th September and where some experiments are planned in the dormitory regarding non-lossy matter compression and the expansion of sleeping bags. For more information: http://www.hackmeeting.org

+ We have no fear

In this period of spine-chilling fears, we have made some reflections in our administrator’s list on the sense of the fears and senile resentment which have invaded this country. Sometimes this gave rise to some interesting threads, and what follows is a text which a member of our collective sent to the list. It should be the beginning of a wider project but we haven’t managed to plan it, yet.

Can you feel it? That grip coming up from your stomach and closing off the veins in your head? That sudden pressure change in your breast that makes you turn round while you are walking alone on a wonderful summer night? That induced instinct that makes you glare at the boy walking on the other side of the road? That’s fear. Can you feel it?

Yet until yesterday you had never felt it, you didn’t need to. Yet it is there in your mind, and you don’t even know where it came from. Until yesterday you weren’t afraid of walking in the streets, you weren’t afraid of offering a light to someone at the bus stop, you didn’t change your path because there were no street lamps along the way. Now you do. But has something changed? Something you hadn’t realized and that made you afraid?

No, it hasn’t. The truth is: nothing has changed. The truth is that refrains are easier to remember than reasonings. The truth is that it is difficult to explain why your life has worsened, and accusing the people in the street is much easier.
The truth is that you don’t need fear, but there are others who do.

So the point is this: why should you be afraid? What could you lose? What do you have that somebody could steal? Nothing. So perhaps fear serves to make you coward and pliable, to make you accept what you would never accept in the cold light of day. Fear is a swift trade, everyday it is traded for freedom and dignity. Buy two, get one free! and you are the only one with something to lose.

We have no fear, because we can see the truth in the streets and in the people around us. We have no fear because we don’t want to surrender. We have no fear because we have switched off our TV sets and have started to talk to each other again. We have no fear because fear is the womb of power. Fear devours your heart and switches off your brain.

We want to be brave, because when they tell us that it is all over, that we are surrounded by savageness and cruelty, by madness and darkness, the truth is that, somewhere out there, there’s always a bit of light, a dim star illuminating even the darkest sky. We have no fear for our lives, we only fear the life they’d like to force upon us, we fear the hate they spread in order to confuse us, and the mists that prevent us from recognizing ourselves in each other and make things easier for the true torturers.

It isn’t difficult: you just need to open your eyes, and to look straight in front of you. Towards the horizon.
Towards first light.

* Some more news

We’d like to repeat it: 26-27-28 September – Hackit 2008 in Palermo, www.hackmeeting.org

Freedom Not Fear – 11th October 2008
http://wiki.vorratsdatenspeicherung.de/Freedom_Not_Fear_2008

+
September 2008
Autistici-Inventati collective
http://www.inventati.org
http://www.autistici.org
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+
VERSION FRANÇAISE
+

1. La vie commence dans le trou noir. Allons nous aux Hackit!
2. Nous n’avons pas peur
3. Segnalations

* La vie commence dans le trou noir.

Ça fait beaucoup de temps que notre collectif n’écrit pas une newsletter. Nous l’avions abandonné en faveur du notre blog, cavallette.autistici.org.
Mais nous avons découvert que cette chose nous fait sentir très seuls, et donc pendant on attend d’être dévores par le trou noir du Cern, nous avons pensé soit gentil vous dédier quelques paroles. Beaucoup de paroles vraiment, c’est une newsletter longue. Nous vous prions d’avoir la patience de la lire jusqu’au fond.
Sauf que le mot “dévores” fait penser à quelque chose de trucide, pour le reste être fagocités par un trou noir ne doit être pas mal. Quand sur le pont situé entre le pic du Jugement et le mont Alborz on demanderait nous dans quelle manière nous sommes morts, nous pourrons répondre “engloutis par un trou noir”, ce que par exemple est très mieux qu’il doit répondre “poignardé par un fasciste”. Et quand on demanderait nous “étranger, dans quelle manière tu as vécu?” nous pourrons répondre “comment quelqu’un qui meurt déchiré par un trou noir”, ce que par exemple est très mieux qu’il doit répondre “comment un entrepreneur cocaïnomane”.
Dans ces années des incertitudes existentielles, culturelles, économiques, il ne saurait pas mal mettre des éléments stables. Bon, un trou noir est un élément très stable. D’ailleurs c’est noir et il pourrait catalyser sur soi-même toutes nôtres anxies et nôtres peurs. Les mamans arrêtèrent de se lamenter que dans cette Italie degeneré, désormais on ne comprendre plus ce qui est italien et ce qui pas, parce-que on est pleines d’immigraits que nous volent le travaille. Tous serons en train de finir dans le trou noir où, par définition, le couleur, la nationalité et la religion n’ont pas de signifie, tout est réduit aux essence plus essentielle et dans le trou noir on ne travaille plus, on est tous serrés, à coté, comment dans la chanson de John Lennon. Matière contre matière, particule subatomique sur particule subatomique.
Pour vous préparer à cette éventualité nous voudrions vous inviter aux Hackmeeting 2008, à Palermo, le 26-27-28 septembre, où dans le zone dortoir ils se dérouleront experiments de compression de la matière et des sacs de couchage expansés.
Pour infos
http://www.hackmeeting.org

* Nous n’avons pas peur
Dans cette période d’anxiete’ et tremblements nous avons reflechi dans notre liste de gestion sur le sens de toute cette peur et rancœur sénile qui traversent l’Italie. Quelque fois ils sont sorties des choses intéressantes. Cet suivant, c’est un texte écrit par l’un de nous, il est transite’ dans notre liste et nous voulons vous le proposer. Il devait être le début d’un discours plus grande, mais que nous avons encore réussi projeter complètement.

NOUS N’AVONS PAS PEUR

Tu la sens ? Cette étreinte qui monte depuis ‘estomac jusqu’à venir fermer les veines du cerveau ? Ce saut de pression dans le sternum qui te fait te retourner pendant que tu marches seul dans une splendide nuit d’été ? Cet instinct induit qui te fait regarder de travers le jeune homme qui passe de l’autre côté de la rue. C’est la peur. Tu la sens ?

Et pourtant jusqu’à hier tu ne la sentais pas, tu n’en ressentais aucun besoin. Et pourtant elle est là, et tu ne sais pas comment elle est née dans ta tête. Jusqu’à hier tu n’avais pas peur de marcher dans la rue, tu n’avais pas peur de donner du feu à quelqu’un à l’arrêt de bus, tu ne choisissais pas quelle rue prendre en fonction de la présence d’un lampadaire. Et maintenant ça t’arrive. Mais est-ce que quelque chose a changé ? Quelque chose dont tu ne t’es pas rendu compte et qui a fait naître la peur ?

Non. La vérité c’est que rien n’a changé. La vérité c’est que les refrains restent en tête bien plus longtemps que les raisonnements. La vérité c’est qu’il est difficile de t’expliquer pourquoi tu vis moins bien, si ce n’est par la faute de quelqu’un dans la rue. La vérité c’est que la peur ne te sert à rien.

Là est la question. Pourquoi tu devrais avoir peur ? Qu’as-tu à perdre ?
Qu’as-tu que quelqu’un pourrait vouloir te prendre ? Rien. Alors peut-être que la peur sert à te rendre couard, à te rendre malléable, à te faire accepter ce que tu n’accepterais pas la tête froide. La peur est une marchandise : je prends ta peur, tu m’offres ta liberté et ta dignité. Un tour de passe-passe dont tu es le seul pigeon.

Nous n’avons pas peur. Nous n’avons pas peur parce que nous savons voir la vérité dans les rues et dans les personnes autour de nous. Nous n’avons pas peur parce que nous ne voulons pas nous rendre. Nous n’avons pas peur parce que nous avons éteint la télévision et nous avons recommencé à parler. Nous n’avons pas peur parce que c’est de peur que se nourrit le pouvoir. La peur te mange le coeur et t’éteint le cerveau.

Nous voulons avoir du courage. Parce que quand on te raconte que tout est fini, que tu es cerné de férocité, de cruauté et de folie, de nuit, la vérité c’est qu’il y a toujours un peu de lumière, une faible étoile qui illumine même le ciel le plus obscur. Nous n’avons pas peur de notre vie, nous avons peur de la vie qu’on veut pour nous, de la haine qu’on répand pour nous emmêler les idées, du brouillard qui empêche de reconnaître son semblable et qui facilite la tâche aux vrais carnassiers.

Ce n’est pas difficile. Il suffit d’ouvrir les yeux. Et de regarder droit devant soi.

*Segnalations

26-27-28 septembre – Hackmeeting italien à Palermo – www.hackmeeting.org

Dans ces jours c’est en train de sortir Ruggine, une petite revue résultat d’une coproduction à laquelle a partecipé Autistici aussi.
http://collanediruggine.noblogs.org

Liberté, pas peur – 11 octobre 2008
http://wiki.vorratsdatenspeicherung.de/Freedom_Not_Fear_2008/Rome/Call
Revised on September 20, 2008 14:11:29 by Anonymous Coward?

+
VERSÃO EM PORTUGUÊS
+

+A vida começa no buraco negro
+Nós não temos medo
+Observações

* A vida começa no buraco negro. Todos ao Hackit.

Já faz tempo que não escrevemos uma newsletter como coletivo Autistici/Inventati. Deixamos a newsletter um pouco de lado em favor do blog, cavallette.autistici.org.

Mas, na verdade, começamos a nos sentir muito sós, e enquanto esperamos ser devorados pelo buraco negro do CERN, pensamos que poderia ser bom escrever algumas linhas para vocês. Mais do que algumas na verdade, é uma newsletter longa. Tenha paciência para ler até o final.

Apesar da palavra “devorados” parecer um tanto ameaçadora, ser engolido por um buraco negro não deve ser uma experiência tão ruim. Quando nos encontrarmos na ponte entre o Pico do Julgamento e o Monte Alborz e nos perguntarem como morremos, poderemos responder: “engolidos por um buraco negro”, e isto será muito melhor do que responder, por exemplo, “esfaqueados por um fascista”. E quando nos perguntarem: “Como você viveu, estrangeiro?” diremos “Como alguém que morreria estraçalhado por um buraco negro”, o que é muito melhor do que ter que dizer, por exemplo, “Como um homem de negócios cocainômano”.

Nestes anos de incertezas existenciais, culturais e econômicas, não seria uma má idéia estabelecer alguns pontos, e um buraco negro é um ponto bem estabelecido. E, sendo um buraco negro, ele poderia absorver todas as nossas ansiedades e medos. Mães parariam de pensar que uma cigana sequestrou seu filho toda vez que o esquecesse em algum lugar, e não faria mais sentido pensar que nesta Italia degenerada não se pode mais distinguir quem é italiano e quem não é porque estamos cheios de imigrantes que roubam os nossos trabalhos. Estaríamos todos a ponto de cair dentro do buraco negro onde, por definição, cor, raça e religião não fazem diferença, tudo é reduzido à essência mais essencial, e não se trabalha mais no buraco negro, a gente só fica lá, abraçados uns com os outros, como na canção do John Lennon. Matéria contra matéria, partícula subatômica sobre partícula subatômica.

Como preparação para esta eventualidade, gostaríamos de convidar a todos e a todas para o Hackmeeting 2008 em Palermo, nos dias 26, 27 e 28 de Setembro onde nos dormitórios ocorrerão experimentos de compressão da matéria e de sacos de dormir.

* Nós não temos medo

Neste período de ansiedade e temor, refletimos um pouco na nossa lista administrativa sobre o sentido de todo este medo e rancor senil que estamos vivendo na Itália. Em alguns momentos saíram coisas interessantes. O que segue é um texto escrito por um de nós, e que vamos dividir com vocês. Deveria ser o início de um discurso mais amplo, mas ainda não conseguimos projetá-lo muito bem.

Você sente? Aquele aperto que vem do estômago e sobe até as veias do seu cérebro? Aquela mudança de pressão no peito que te faz mudar de caminho em uma bela noite de verão? Aquele instinto irrefreável que te faz olhar feio o rapaz que vem caminhando do outro lado da rua. É medo. Você sente?

Mas até ontem você não sentia, não tinha necessidade. Mas está ali, e você não sabe como entrou na sua cabeça. Até ontem não tinha medo de caminhar pela rua, não tinha medo de oferecer o isqueiro a alguém no ponto de ônibus, não escolhia a rua pela qual andar baseado na presença de postes de luz. Agora isso acontece. Mas alguma coisa mudou? Algo que você não percebeu e que fez nascer o medo?

Não. A verdade é que nada mudou. A verdade é que o refrão vem à cabeça bem mais fácil que a razão. A verdade é que e difícil explicar por que se vive pior, se não por culpa de alguém na rua. A verdade é que o medo não te serve. Mas serve a alguns outros.

Então o ponto é exatamente esse. Por que você deveria ter medo? O que tem a perder? O que alguém poderia tirar de você? Nada. Então talvez o medo sirva para te deixar covarde, maleável, e te fazer aceitar aquilo que não aceitaria se estivesse com a cabeça fresca. O medo é uma forma de troca: eu fico com o seu medo, mas você me dá a sua liberdade e a sua dignidade. Compre dois e leve três, e só você sai perdendo.

Nós não temos medo. Não temos medo porque sabemos ver a verdade nas ruas e nas pessoas em volta de nós. Não temos medo porque não queremos nos render. Não temos medo porque desligamos a televisão e recomeçamos a falar. Não temos medo porque de medo se alimenta o poder. O medo come seu coração e extingue seu cérebro.

Nós queremos ter coragem. Porque quando te dizem que tudo está perdido, que
você está rodeado pelas feras, pela crueldade e pela loucura, pela escuridão, a verdade é que sempre há um pouco de luz, uma pequena estrela que ainda ilumina o céu mais escuro. Nós não temos medo da nossa vida, temos medo da vida que querem para nós, do ódio que espalham para confundir as idéias, do ódio que impede de reconhecer o semelhante e que facilita a tarefa dos verdadeiros executores.

Não é difícil. Basta abrir os olhos. E olhar direito à frente. Em direção ao horizonte.

* Observações

+ Repetimos: 26, 27, 28 de Setembro - hackit 2008 em Palermo, www.hackmeeting.org

+ Será lançada nesses dias Ruggine, uma pequena revista coproduzida também pelo Autistici
http://collanediruggine.noblogs.org

+ Ficamos tristes em lembrar que isto
http://isole.ecn.org/antifa/archivi/Archivioaggressionifasciste_gennaio2005_settembre2008.txt
cada vez demora mais.

+ Libertade, não medo - 11 de outubro de 2008
http://wiki.vorratsdatenspeicherung.de/Freedom_Not_Fear_2008/Rome/Call

4 Responses to “Newsletter Settembre 2008”

  1. lvt says:

    chi ha paura dei buchi neri, dimentica i piaceri..
    bentornata newsletter e i poeti di A/I!! ;)
    anche quest’anno troppo lontana per esserci fisicamente… mi auguro cmq ci sia un botto di gente :) soprattutto mi dispiace perdermi magick/l’hacking della realtà! ;)

    :***dal vento freddo del nord

    p.s. se avete bisogno di traduzioni fate sapere, anche se mi sembra che non manchino..

  2. Russo says:

    TYqMK4 Hello
    I am Russo

  3. Max says:

    E’ bellissima…grazie :-)))))
    la mancanza delle newsletter faceva sentire solo anche me

  4. [...] segnalazioni noi non abbiamo paura [...]

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