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Comunicati Torture garden

Pubblicato il 19.07.2008 in Comunicati, Cronache_Terrestri da R* || 2 Commenti

Il G8 di Genova 2001 ha sancito per molti una sorta di frattura.
La sentenza di Bolzaneto, il raffronto con quella precedente contro i 25 manifestanti, hanno un significato preciso: non contiamo nulla. Le centinaia di migliaia di persone presenti in quelle giornate contano meno di zero. Non dovevano avere voce in capitolo allora, nè adesso, nè mai.
Non serve aspettare le motivazioni della sentenza per capirne il messaggio. E’ piuttosto esplicito. C’e’ chi ha sempre ragione, e probabilmente non sei tu che stai leggendo.
Se ci scappa il morto o la tortura sotto sotto è colpa di chi si agita troppo. A Genova sono stati costretti a esagerare, ma il corpo del fermato rimane sacro. Come l’agnello a pasqua, e come per il maiale non si butta via niente. Il sangue del manifestante è particolarmente adatto per far brillare i pavimenti di Bolzaneto. Il sangue è rinomato per la fertilizzazione dell’asfalto, sul quale di norma non cresce nulla, ma se opportunamente trattato con sangue di zecca umana, nel mese di luglio diventa un fiorire di corone da morto.
In questo splendido idillio d’ordine dove anche il manifestante piu’ insulso può essere efficacemente usato come straccio da passare in terra, un problema irrisolto rimane.

Il problema che non tutti si sono rassegnati a non contare nulla.

Tra una parte della società e le lobby di potere italiota si sta aprendo una frattura. A volte genera rabbia: più spesso porta con sè soltanto scoramento, rassegnazione e sfiducia. Del resto è difficile non annichilire guardando dritto negli occhi questo triste paese. Ma nella capacità di superare questo stato d’animo è la chiave per riacquistare controllo sul futuro.
Il continuo ricorso alla paura, dal black bloc di allora, all’immigrato o al rom di oggi, fa acqua da tutte le parti.
Il continuo richiamo all’emergenza genera uno stato d’ansia diffuso, che alimenta sè stesso.
Ci sono emergenze che fanno ridere, l’”emergenza caldo”, l’”emergenza decoro”, e ci sono emergenze che non fanno ridere per niente, come quella dei rifiuti in Campania e quelle “costanti” che uccidono ogni giorno sul posto di lavoro.

Le tragedie quotidiane non sono il frutto di una calamità sovrannaturale che a seconda del momento cambia nome, ma è sempre l’emergenza da affrontare urlando con la pistola in pugno. Il nostro mondo è popolato da creatori di paure e modellatori di emergenze.

Noi non vogliamo piegarci né alla paura né alla rassegnazione senza voce.

Non ho paura del lupo cattivo, un malore attivo in questura mi fa molta, molta, molta, molta più paura.
(Bava, mentre cado)

[ Materiali ]

Corrispondenze radio sulla sentenza
http://www.supportolegale.org/?q=node/1356

Sempre in un comunicato di supporto legale si leggeva:
http://www.supportolegale.org/?q=node/1328

Evidentemente in uno stato di diritto conviene più agire violenza contro le persone, specie se in un clima di impunità e discriminazione, razziale e sessuale, piuttosto che colpire qualche vetrina in giro per il mondo. Agire contro “cose” è peggio che agire contro le persone. Il risultato giuridico, e purtroppo sociale e culturale, che ne deriva, ad oggi, è questo. Vietato toccare la merce.

Per ricordare le vicende alcune testimonianze di persone passate da Bolzaneto potete leggere i comunicati sul sito di supporto legale dal 2006 in avanti, c’e’ l’imbarazzo della scelta

Voglio lasciarti un ricordino: http://www.supportolegale.org/?q=node/651
Io sono il camoscio nero: http://www.supportolegale.org/?q=node/765

2 Responses to “Torture garden”

  1. [...] Cavallette: Torture garden [...]

  2. jacklafuria scrive:

    un bell’articolo del guardian tradotto in italiano
    http://7girello.net/2008/07/macellerie-messicane/